martedì 11 agosto 2015

IL GOVERNO NON HA I NUMERI

Mattarella convochi Renzi al Quirinale, gli chieda conto della sua non maggiorana. Il deficit è strutturale, non è contingente

lunedì 10 agosto 2015

SE 176 SEMBRAN POCHI…….

Nel novembre 2011 per molto meno, senza alcuna bocciatura, ed anzi dopo un voto favorevole della Camera, il Presidente Napolitano convocò Silvio Berlusconi e gli impose le dimissioni.
Ora, con scarsissima sensibilità istituzionale e personale, il Presidente emerito Napolitano cerca di precostituire una strada per il suo successore, chiedendo con il suo silenzio di avallare una sorta di moral suasion di un Quirinale ombra. Inutile che il premier faccia riferimento alle 46 fiducie fin qui ottenute. Proprio il numero esagerato dice che Renzi ha dovuto piegare costantemente con la logica della prova di forza la propria maggioranza. Ha dovuto farlo su questioni secondarie e dopo aver in ogni modo impastato compromessi non da governo serio, ma da non-governo.
UN NON-GOVERNO CONCLAMATO CHE VUOLE IMPORCI UN'AUTOCRAZIA. VEDI ALLA VOCE EUGENIO SCALFARI. Quello di Renzi è oggi un non-governo conclamato, tirarne in lungo la sua esistenza significa lasciar sprofondare l'Italia nel disastro, nel non-essere. La realtà che ci assedia da ogni parte impone una decisione che non può farsi imporre la tregua dal generale agosto. Come dimostrano i tentativi dalla parte della non-maggioranza (vedi Zanda e Martina), il tentativo è di nascondere nella carta colorata della disponibilità al cambiamento un vero e proprio imbroglio.
L'editoriale odierno di Eugenio Scalfari è incontrovertibile sulla questione del disastro per la nostra democrazia contenuto nel combinato disposto di Senato non elettivo, ridotto a dopolavoro senza peso e senza dignità, e una legge elettorale che porterebbe il Paese fuori dal novero dei Paesi occidentali, nel territorio oscuro della autocrazia.

venerdì 7 agosto 2015

SODDISFAZIONE DOPPIA


Per il tavolo di coesione nazionale e per la Rai. Nell'uno e nell'altro caso il governo ha dovuto accettare come vincenti le nostre proposte. Nessun nuovo Nazareno, ma consapevolezza di un metodo che privilegia l'interesse nazionale su quello di fazione. E la prova che senza Forza Italia Renzi non può combinare niente di buono

mercoledì 5 agosto 2015

DALLA FINE DEL NAZARENO IL GOVERNO NON HA I NUMERI. ORA SERVE UNA “GROSSE KOALITION”


Intervista a RENATO BRUNETTA su il Corriere della Sera . «Questo governo ha fondamenta fragilissime. Renzi ha bisogno di difendersi giorno per giorno dagli eterni gufi, dai 25o 29 senatori del suo Pd che lo aspettano al varco... Siamo alla quarantacinquesima fiducia, il clima è pesante: che tipo di riforme possono venir fuori da una situazione così?». Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera, ripete da tempo che «prima Matteo Renzi se ne va, meglio è».
Ed è anche sempre più convinto che, qualora si verificasse la circostanza, servirebbe un esecutivo di Grande coalizione? «Angela Merkel, nel settembre 2013, ha preso il 41,5 per cento dei consensi, e non ha ottenuto la maggioranza assoluta per 5 voti. Dopo 2 mesi e un documento di 185 pagine, ha costruito la Grosse Koalition con i socialdemocratici che tuttora governa in modo stabile e credibile la Germania». L`Italia ha meccanismi elettorali diversi. «Pochi mesi prima delle ultime elezioni tedesche, in Italia il centrosinistra ha vinto con uno scarto dello 0,37 per cento. Scattò il premio di maggioranza alla Camera e nessuno a sinistra ipotizzò una Grande coalizione. Poi sia centrodestra che centrosinistra si sono sfasciati e, da allora, è instabilità totale». Eppure c`è stato un periodo di larghe intese, con Enrico Letta a Palazzo Chigi. «Sì, ma è finito presto a causa della violenta decadenza di Berlusconi da senatore, della prima scissione di Forza Italia a cura degli alfaniani e dell`avvento di Renzi». Con il quale, però, avevate siglato il patto del Nazareno. «Il Nazareno era

SILVIO BERLUSCONI AL CONSIGLIO NAZIONALE DI FORZA ITALIA: “ IL 5 AGOSTO LANCIO ALTRA ITALIA”

"Ora che ci siamo liberati dei professionisti della politica possiamo andare avanti nella realizzazione di un centrodestra unito, perché uniti siamo sopra il centrosinistra". Lo ha detto, secondo quanto viene riferito, Silvio Berlusconi, parlando al Consiglio nazionale di Forza Italia riunito nella sede del partito. "Sono il presidente onorario di Forza Italia, e ForzaItalia fa parte della mia vita e spero di morire ancora da presidente del partito senza lasciare indietro nessuno, perché io h forte in me il senso dell’amicizia e della riconoscenza, e non dividerò mai la mia strada da nessuno di voi".

Continua Silvio, che annuncia un nuovo progetto: "Il nostro primo obiettivo è portare Forza Italia sopra il 20 per cento, poi costruiremo l'Altraitalia che non è di sinistra e che rappresenta la maggioranza del Paese". Il Consiglio nazionale del partito ha approvato il documento elaborato oggi dall’ufficio di presidenza, che delinea la strategia politica per i prossimi mesi, con alcuni passaggi di rilievo in materia di riforme, economia e giustizia. Tra i punti: il limite di tre anni per i ruoli e gli incarichi di partito e obbligo di rispettare la parità di genere. Domani darò vita ad una fondazione con 20 campioni della società civile", riferiscono le fonti.

martedì 4 agosto 2015

L’ULTIMA SENTENZA DI MATTARELLA: PENSIONE D’INVALIDITA’ ANCHE AGLI IMMIGRATI SENZA CARTA DI SOGGIORNO

Tra i firmatari della sentenza numero 22 depositata il 27 febbraio ci sono Sergio Mattarella e Giuliano Amato. Il relatore era Paolo Grossi. La decisione della Corte costituzionale, che risale al 27 gennaio, è l'ultimo "atto" da giudice della Corte costituzionale del neo presidente della Repubblica. La chiamata al Quirinale è, infatti, arrivata il 13 gennaio, quattro giorni dopo appunto.
Come racconta Libero, prima di lasciare la Consulta, Mattarella ha sentenziato che è discriminante (e, quindi, incostituzionale) escludere da prestazioni assistenziali, come l’indennità di accompagnamento, gli immigrati anche quando questi sono sprovvisto della carta di soggiorno, un particolare permesso di soggiorno a tempo indeterminato che può essere richiesto solo da chi possiede un permesso in corso di validità da almeno cinque anni. La Consulta accogli così il ricorso alla Corte d’appello di Bologna di un cittadino pakistano che nel 2009 si era appellato al tribunale di Reggio Emilia per vedersi riconosciuto il diritto alla pensione ed all’indennità di accompagnamento in quanto "cieco civile con residuo visivo non superiore a 1/20 in entrambi gli occhi". L’Inps si era opposto perché, sebbene fosse legalmente in Italia, all'immigrato mancava la carta di soggiorno.
Con la sentenza firmata anche da Mattarella, la Consulta stabilisce che anche gli immigrati senza la carta di soggiorno hanno non solo diritto alla pensione ma anche alle indennità accessorie. La vicenda apre ora una voragine. Quanti sono, infatti, gli stranieri senza carta di soggiorno, ma legalmente presenti in Italia, che nei prossimi mesi faranno domanda all'Inps per godere della pensione di invalidità? Non solo. C'è, infatti, un atro problemino: non è necessario che sia stata contratta o diagnosticata in Italia. Quanto costerà questo scherzetto alle casse dell'istituto di previdenza? La sentenza potrebbe incidere pesantemente sui conti già traballanti dell’istituto pubblico.

lunedì 3 agosto 2015

Nell'ultimo triennio c‟è stato un “incremento progressivo della pressione fiscale” comunale, passata dai 505,5 euro del 2011 ai 618,4 euro pro capite del 2014, +22%. Lo scrive la Corte dei Conti nella relazione sulla finanza locale. “I livelli massimi di riscossione tributaria” si registrano nei Comuni con più di 250mila abitanti, dove arriva a 881,94 euro a testa. Adesso, a noi non piace vincere facile, come dice un noto spot televisivo, ma chi governava il Paese fino a novembre del 2011? Un certo signore che di nome fa Silvio Berlusconi. E chi ha governato il Paese dal 2011 ad oggi? Tre signori che di nome fanno Mario Monti, Enrico Letta e Matteo Renzi, e che nessun italiano ha scelto per questo delicato ruolo. 
Tre governi non eletti, tre governi delle tasse. 
Davvero un bel primato…


Ma torniamo alla fredda oggettività dei numeri della Corte dei Conti. La dinamica delle entrate locali, scrivono i magistrati contabili, è dovuta principalmente a “due fenomeni: il deterioramento del quadro economico,   con effetti penalizzanti soprattutto sul gettito risultante dalle più ridotte basi imponibili” e dalle “numerose manovre di risanamento della finanza pubblica, i cui effetti prodotti dal disorganico e talvolta convulso succedersi di interventi sulle fonti di finanziamento degli enti locali hanno determinato forti incertezze nella gestione dei bilanci e nella formulazione delle politiche tributarie territoriali”. A pagare di più, in generale, sono i cittadini che abitano nei Comuni più grandi, da un lato, e in quelli piccoli o piccolissimi, sotto i duemila abitanti Guardando alle entrate per „macro aree‟, la Corte dei Conti osserva che “gli anni 2012 e 2014 segnano, in generale, livelli molto elevati di incassi da tributi, con punte particolarmente accentuate nelle Isole, dove il livello raggiunto nel 2014 risulta quasi doppio rispetto al 2011, con un incremento del 93,62%”. Le Isole e il Sud sono anche le aree dove maggiore è stata la riduzione dei trasferimenti (rispettivamente -49,5% e -34,6% tra 2011 e 2014). Una bella fotografia della situazione italiana, non c‟è che dire. Ci chiediamo e chiediamo con rispetto ma determinazione: ma cosa hanno fatto i governi che si sono succeduti dal 2011 ad oggi per tentare di risanare una situazione insostenibile? Cosa ha fatto Monti? Cosa ha fatto Letta? Cosa ha fatto e cosa sta facendo Renzi? Evidentemente nulla. E il costo di questo inesorabile declino lo pagano sempre i cittadini  le imprese. Più tasse, anche e soprattutto a livello locale, e meno servizi. Altro che rivoluzione copernicana…