Visualizzazione post con etichetta brunetta. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta brunetta. Mostra tutti i post

mercoledì 5 agosto 2015

DALLA FINE DEL NAZARENO IL GOVERNO NON HA I NUMERI. ORA SERVE UNA “GROSSE KOALITION”


Intervista a RENATO BRUNETTA su il Corriere della Sera . «Questo governo ha fondamenta fragilissime. Renzi ha bisogno di difendersi giorno per giorno dagli eterni gufi, dai 25o 29 senatori del suo Pd che lo aspettano al varco... Siamo alla quarantacinquesima fiducia, il clima è pesante: che tipo di riforme possono venir fuori da una situazione così?». Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera, ripete da tempo che «prima Matteo Renzi se ne va, meglio è».
Ed è anche sempre più convinto che, qualora si verificasse la circostanza, servirebbe un esecutivo di Grande coalizione? «Angela Merkel, nel settembre 2013, ha preso il 41,5 per cento dei consensi, e non ha ottenuto la maggioranza assoluta per 5 voti. Dopo 2 mesi e un documento di 185 pagine, ha costruito la Grosse Koalition con i socialdemocratici che tuttora governa in modo stabile e credibile la Germania». L`Italia ha meccanismi elettorali diversi. «Pochi mesi prima delle ultime elezioni tedesche, in Italia il centrosinistra ha vinto con uno scarto dello 0,37 per cento. Scattò il premio di maggioranza alla Camera e nessuno a sinistra ipotizzò una Grande coalizione. Poi sia centrodestra che centrosinistra si sono sfasciati e, da allora, è instabilità totale». Eppure c`è stato un periodo di larghe intese, con Enrico Letta a Palazzo Chigi. «Sì, ma è finito presto a causa della violenta decadenza di Berlusconi da senatore, della prima scissione di Forza Italia a cura degli alfaniani e dell`avvento di Renzi». Con il quale, però, avevate siglato il patto del Nazareno. «Il Nazareno era

venerdì 10 luglio 2015

GIUSTIZIA IN ITALIA: 200 DEPUTATI E SENATORI HANNO CAMBIATO GRUPPO ALCUNI SOSTENGONO IL GOVERNO RENZI, QUINDI PROCESSATELI TUTTI PER “PAR CONDICIO”.


Compravendita senatori: "Sentenza è atto di violenza politica" la sentenza del Tribunale di Napoli che ha condannato Silvio Berlusconi e Valter Lavitola per la compravendita dei senatori nel 2008. Tra le prime reazioni, c'è stata quella dell'ex Forza Italia Fabrizio Cicchitto che ha attaccato il doppiopesismo dei giudici: "Seguendo il meccanismo che ha portato alla condanna di Berlusconi, allora anche Cossiga avrebbe dovuto essere come minimo seriamente indagato quando spostò una trentina di parlamentari dal centro-destra all’Udr che poi fu fondamentale per la nascita del governo D’Alema che giustamente bombardò gli stragisti serbi. Quella fu una operazione provvidenziale e invece quella di Berlusconi un’operazione criminale". Sovietici - Il capogruppo al senato Renato Brunetta attacca più duramente una sentenza che appare come: "un inaccettabile atto di violenza politica. Il processo ricorda nel suo svolgimento le procedure staliniane, allorché il procuratore Vyšinski vedeva nel
dissidente un nemico da abbattere, un avversario da sconfiggere, un cane rabbioso da fucilare. La sentenza non avrà effetti perché il reato di corruzione è passato in prescrizione: "Il fatto che non abbia conseguenze penali - ha aggiunto Brunetta - non rende meno sconvolgente quel che è accaduto. Si vuole semplicemente giustiziare moralmente chi si oppone al potere assoluto di una casta. Non finisce qui"
SCANDALO A PIETRASANTA:Un governo non eletto  caccia un sindaco eletto
Al di là della defenestrazione da  sindaco di Pietrasanta di Massimo Mallegni (di centrodestra, naturalmente) con una interpretazione sui generis della legge Severino, devo convenire con lo  stesso amministratore che un  governo non eletto dal popolo  ha sospeso dalla sua carica un sindaco eletto dal popolo. Pazzesco. La sinistra ha un concetto  tutto suo di democrazia.
LEGGE SEVERINO La bella pantomima Renzi-De Luca
Decreto Renzi: De Luca non può  prendere possesso della carica di presidente della Regione  Campania (sotto sotto si sente sicuro che troverà qualche magistrato che annullerà quanto stabilito). De Luca: ricorre al magistrato che, ovviamente, essendo do dalla parte del PD mette in moto l’aiuto fraterno. Risultato: a tambur battente arriva la sospensione del decreto Renzi. E  tutto torna in ordine. Viva la giustizia giusta