La nostra totale vicinanza al Presidente.
Quello che il Tribunale di Milano è chiamato a decidere oggi è la conseguenza
estrema di un’ingiustizia clamorosa. Il suo caso personale implica la
democrazia. Limargli la libertà è amputare la libertà di un popolo. È falsare
una competizione dov’è in gioco il destino dell’Italia.
mercoledì 9 aprile 2014
martedì 8 aprile 2014
EUROPEE, LA MOSSA DI FORZA ITALIA PER CANDIDARE BERLUSCONI
"La
richiesta è stata respinta". Così la Corte dei diritti umani di Strasburgo
ha ufficializzato in una breve nota la decisione di non accogliere la
richiesta, ricevuta oggi via fax, di adottare misure urgenti "ad
interim" per consentire a Silvio Berlusconi di candidarsi alle Europee.Il
countdown per il la chiusura delle liste in vista delle europee si avvicina. Le
candidature vanno depositate entro il 15 aprile. Forza Italia si mobilita per
portare il Cav in Europa. Il partito vuole Berlusconi in campo non solo per la
campagna elettorale ma anche in lista. Così è scattata una nuova iniziativa
targata Forza Italia per garantire a milioni di italiani la candidabilità di
Silvio Berlusconi alle europee. Deborah Bergamini ed Elena Centemero,
membri della delegazione italiana all'assemblea parlamentare del Consiglio
d’Europa, e, in qualità di legale del Cavaliere, l’avvocato Ana Palacio, già
ministro degli Esteri spagnolo nel governo Aznar, avevano presentato a
Strasburgo una nuova richiesta per introdurre alla Corte europea dei diritti
umani la candidabilità del Cavaliere alle elezioni del 25 maggio.
La
mossa - "Non si tratta di un nuovo ricorso", ci
tiene a far presente la Bergamini. Berlusconi aveva, infatti, già
presentato un ricorso alla Corte di Strasburgo contro la legge Severino a causa
della quale, lo scorso anno, ha perso il mandato parlamentare. Il Cavaliere
aveva chiesto ai giudici di accordare la precedenza a questo ricorso, richiesta
che è stata tuttavia rigettata.
lunedì 7 aprile 2014
BRUNETTA: LEGGE ELETTORALE,”IO SOLLECITO GOVERNO E LA BOSCHI CI DICE CHE MANCANO 10 GIORNI A PASQUA, CI SAREBBE DA RIDERE…….
“Ineffabile
Boschi: il suo esecutivo lascia insabbiato l’Italicum al Senato da tre
settimane e di fronte alle mie ferme sollecitazioni lei e il suo governo non
sanno che dire, se non che a Pasqua mancano 10 giorni. Ma non era urgente
urgentissima la riforma della legge elettorale? Dopo la sentenza della Corte
costituzionale e dopo i moniti del presidente della Repubblica? È cambiato
qualcosa? Se sì, cosa? Alla Camera sono bastati poco più di quindici giorni .
Lascio a lei fare i conti: tre settimane perse dal 12 marzo (giorno del via
libera a Montecitorio) ad oggi, più dieci giorni ancora disponibili. Su un
testo da approvare così com’è. O no?
La
stessa Boschi, insieme al suo Renzi, aveva presentato lo scorso lunedì, durante
una conferenza stampa in pompa magna a Palazzo Chigi, la riforma costituzionale
del Senato, del Titolo V, la soppressione del Cnel. Peccato che questi
provvedimenti, dopo aver invaso giornali e tv, siano spariti dai radar, e non
siano stati ancora presentati agli uffici competenti di Palazzo Madama. Forse,
dopo aver ricevuto critiche e attacchi bipartisan, si sono accorti che erano
scritti con i piedi? Forse li stanno riscrivendo in fretta e furia per evitare
ulteriori figuracce? Magari facendosi aiutare dai professoroni in seminari a
porte chiuse? E per poi magari riapprovare il nuovo testo in un ennesimo,
scintillante, Consiglio dei ministri? Ah saperlo. Davanti a tutto questo la
Boschi ci dice che ‘tutto procede’. Contenta lei… Ci sarebbe da ridere se la situazione
non fosse da piangere”.
domenica 6 aprile 2014
giovedì 3 aprile 2014
L’ABOLIZIONE DELLE PROVINCE E’ LEGGE. BRUNETTA “QUESTO E’ UN GOLPE” LE PROVINCE RIMANGONO, SONO TOLTI SOLO I CONSIGLIERI PROVINCIALI MA AUMENTANO DI 25.000 I CONSIGLIERI COMUNALI!!!
Con 260
sì, 150 no e 7 astenuti il ddl Delrio che abolisce
le Province è stato approvato dalla Camera ed è legge. Contro
la riforma hanno Fi, M5S, Lega Nord, Sel e Fdi. Dura la contestazione di Forza Italia: durante la votazione più
volte Renato Brunetta ha urlato "Golpe! Questo è un golpe! Votiamo
compatti no". Nel pomeriggio il gruppo ha indetto una conferenza per
spiegare i "distorti effetti di questa incredibile riforma" e per illustrare
le iniziative in merito. Tra le novità contenute nel testo l'istituzione di
dieci Città metropolitane (Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna,
Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria), che dal primo gennaio 2015 subentrano
alle Province omonime e succedono ad esse in tutti i rapporti attivi e passivi.
Tempi diversi sono previsti per Reggio Calabria, commissariata dal 2012: la
città metropolitana non entra in funzione prima del rinnovo degli organi del
Comune ed è costituita alla scadenza naturale degli organi della Provincia. Le
città metropolitane saranno enti di secondo grado e tra le loro funzioni avranno
quelle legate a pianificazione territoriale generale, mobilità e viabilità,
promozione e coordinamento dello sviluppo economico e sociale e dei sistemi di
informatizzazione e digitalizzazione. A capo della città metropolitana ci sarà
il sindaco della città capoluogo a meno che lo statuto non ne decida l’elezione
diretta. Gli altri organi della città metropolitana sono il consiglio
metropolitano e la conferenza metropolitana.
Le
Province resteranno enti di secondo grado fino al 31 dicembre 2014, mantenendo
le funzioni di area vasta ed esercitando le funzioni di pianificazione riguardo
a territorio, ambiente, trasporto, rete scolastica, gestione dell’edilizia
scolastica e il controllo dei fenomeni discriminatori in ambito occupazionale e
promozione delle pari opportunità sul territorio provinciale. Con la
redistribuzione di funzioni e personale tra Regioni e Comuni, e solo in piccola
parte alle Province, viene redistribuito sia il patrimonio, sia il personale
con lo stesso compenso. I tagli alle Province di Matteo
Renzi? Cancellano quelli - ben più significativi - che approvò il governo
di Silvio Berlusconi. E il risultato è degno del miglior Tafazzi: venticinquemila
poltrone in più. Il disegno di legge che porta la firma del già ministro
renziano oggi promosso a "Gianni Letta" piddino Graziano
Delrio prevede infatti dei tagli alle assemblee elettive per gli enti
locali più piccoli. Delrio, però, che ai tempi del decreto faceva il sindaco e
il presidente dell'Anci, non si è accorto che il taglio dei consiglieri
comunali nei paesi con meno di diecimila abitanti che ha proposto qualche mese
fa era già da anni una legge dello Stato. La sforbiciata, infatti, era stata
promossa e approvata dell'esecutivo guidato dal leader di Forza Italia nel
luglio del 2011 col decreto 138. Quel documento, che portava le firme tra gli
altri del ministro dell'Economia
FORZA ITALIA, NEL SIMBOLO PER LE EUROPEE IL NOME “BERLUSCONI"
Forza
Italia, è composto da un cerchio azzurro con al centro il tradizionale simbolo
di Forza Italia, sotto al quale compare in azzurro il nome
"Berlusconi". Sul sito web del partito compare anche lo slogan per la
campagna elettorale in vista del voto del 25 maggio per le europee: "Più
Italia in Europa. Meno Europa in Italia". Il nome in lista - Si
sono chiuse così le polemiche su quanto fosse opportuno inserire il nome del
leader nel simbolo. Uno dei problemi sollevati riguardava il rischio di incorrere
in un maggior numero di schede annullate. Se un elettore scrive il nome
"Berlusconi" sulla scheda, ma in lista non c'è un candidato che si
chiama Berlusconi, la scheda diventa nulla.
martedì 1 aprile 2014
BAZZONI: “A RUSSI TUTTI SI ASSUMANO LE PROPRIE RESPONSABILITÀ E TROVINO UN ACCORDO PER BATTERE IL PD E RETINI”
In merito alle recenti polemiche sulla divisione
del campo dell’opposizione alla Giunta Retini a Russi, Gianguido Bazzoni ci ha
rilasciato la seguente dichiarazione: “ A Russi abbiamo l’occasione storica di
togliere l’Amministrazione comunale al PD e battere il Sindaco Retini che, a
detta di tutti, ha fatto malissimo in questi 5 anni. Non possiamo, per
protagonismi esasperati, irrigidimenti antipolitici ed irragionevoli, scarsa
visione strategica, perdere questa occasione. Faccio un appello a tutte le
forze in gioco ed alle persone, in primo luogo ai miei, affinché si torni ad un
tavolo di trattativa e si ricomponga la frattura che si è creata fra le forze
politiche che, solo se assieme in un unico fronte, possono determinare
sicuramente un cambiamento a Russi; chi non capisce questo inevitabilmente
agevolerà la rielezione di Retini.” Continua Bazzoni: “Come Forza Italia, che è
sempre la prima forza d’opposizione in provincia di Ravenna, dobbiamo avere un
ruolo attivo e propositivo nel creare le alleanze che possono scalzare lo stantio
potere della sinistra, ormai cristallizzato e negativo per lo sviluppo delle
nostre comunità.”
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