"Così il corrotto De
Gregorio si è salvato beffando tutti", Napoli, la difesa di Berlusconi
smonta il teste chiave del processo sulla compravendita di senatori. Ghedini: è
libero, non ha restituito soldi e ha bloccato le inchieste su di lui «Sergio
De Gregorio sarà uno splendido esempio di corrotto per le generazioni future,
perché grazie alla Procura di Napoli è riuscito a ottenere un risultato
straordinario.
Lavitola è in catene, per Berlusconi la
procura ha chiesto il massimo della pena. Invece De Gregorio ha patteggiato un anno e otto
mesi, non ha risarcito niente, i processi contro di lui sono tutti fermi perché
è considerato vittima di usura, quelli contro sua moglie. Un uomo di grandissima abilità. Non gli hanno neanche ritirato il passaporto».
Berlusconi, accusato di corruzione per avere strappato con tre milioni De
Gregorio al traballante Ulivo di Prodi, e gravato da una richiesta di cinque
anni di carcere; ma perché tocca temi cruciali del rapporto tra politica,
giustizia, etica: un
parlamentare che cambia casacca per motivi venali tradisce la propria dignità e
il proprio patto con gli elettori, o viola il codice penale? Ma il processo in fondo è bello anche perché sull'intera
vicenda svetta lui, Sergio De Gregorio, ennesima incarnazione dell'eterna
guerra tra furbi
e fessi raccontata da Prezzolini, ed è
ovvio da che parte sta lui, De Gregorio, che con le sue confessioni sul
ribaltone del 2007 ha ottenuto che i pm
non indagassero su altri e ben più torvi legami nel mondo del crimine
organizzato.
Quando De Gregorio, eletto
nelle liste dell'Italia dei valori, decise di votare la sfiducia al governo
