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martedì 15 settembre 2015

CAOS MERKEL


 Inno alla Boria. La squilibrio tedesco ora perseguita i profughi. Non basta l’accoglienza. Il voltafaccia della Merkel, non può essere lei il leader europeo. Renzi se ci sei, battile un colpo in testa. Lo spirito di Pratica di Mare che ancora oggi Berlusconi persegue, unica soluzione strategica. Gli intellettuali e i giornaloni avevano già cominciato a lucidarle la medaglia del Nobel per la pace. Angela Merkel aveva detto la parola magica: “la Germania accoglie i profughi siriani”. Aggiunse: “Senza limiti”. Proprio così.
Arrivate e vi sistemiamo. Adesso, che succede? Contrordine: bloccate le frontiere, Schengen sospesa, stazione di Monaco chiusa. Neanche la Germania ce la fa, con la forza della sua organizzazione e la generosità tirata in faccia al resto dell’Europa, per esprimere la propria superiorità morale oltre che economica.
Come la mettiamo? I siriani annegati con i loro bambini sul gommone al largo di Lesbo forse dovrebbero pesare un po’ (tanto) sulla coscienza tedesca. Non si illude la gente, non si gioca con la bontà se non si è in grado di programmarne e poi sopportarne il peso. I profughi dovrebbero proporre un class action contro chi li ha imbrogliati spingendoli a passi devastanti. Renzi, sempre servile verso la Merkel, se c’è dovrebbe batterle un colpo (metaforico) in testa. Non diciamo di darle della “bestia”, ma dell’irresponsabile senz’altro, e chiederle ora di farsi carico del problema che ella stessa, con quelle dichiarazioni stentoree, ha creato: una nuova cortina di ferro morale, tra l’Est europeo, abitato dai cattivi, mentre la Merkel sarebbe capofila dei buoni e degli umani, insieme con Renzi.
L’Inno alla Gioia andrebbe oggi sostituito con l’Inno alla Boria.
“Il diritto di asilo non ha limiti” disse. Che utopia presuntuosa. Che caos spaventoso ha generato questa supponenza sborona.
Dopo questo contrordine merkeliano diventa evidente a tutti che l’accoglienza non risolve il problema. Finché non si blocca la macchina islamica che produce profughi, siamo destinati a essere trascinati in una crisi sociale senza uscita. Se l’accoglienza dei profughi (e il respingimento dei migranti economici) non è accompagnata dalla volontà politica di organizzare una grande coalizione per annichilire lo Stato Islamico per passare subito all’azione, la morte ci arriverà in casa.
Lo Stato Islamico non ha nessuna intenzione di fermarsi: ha ambizioni geopolitiche totalitarie.
Ci indebolisce spedendoci profughi che non siamo in grado di accogliere dignitosamente nella loro immensa massa, sospinge masse di africani dopo averli accalappiati con la promessa del Bengodi, e intanto organizza piani terroristici micidiali. Oggi l’Europa pare aver deciso di agire contro gli scafisti organizzando la distruzione dei navigli spesso trasformatisi in trappole mortali. Alla buon’ora. Adesso che le difficoltà estreme non riguardano solo Italia, Grecia e Malta, si agisce.
E’ qualcosa, ma è ancora poco.



giovedì 10 settembre 2015

LO STATISTA E IL RAGAZZINO



Il nostro leader si occupa della guerra che rischia di travolgerci, il fiorentino di salvarsi la ghirba con manovre con la sua minoranza. Visto dall’alto il mondo appare in drammatico sommovimento. Il punto di ebollizione dei conflitti si è spostato da Oriente verso il Mediterraneo. E L’Italia per ragioni geopolitiche è, insieme con la Grecia, la più coinvolta tra i Paesi d’Europa. Per questo uno statista fa come Berlusconi, e va in Russia, per stabilire ponti di dialogo e spingere il gigante euro-asiatico a impegnarsi nella stabilizzazione di quella parte del Pianeta Terra in cui per storia e geografia siamo immersi. E che oggi è in subbuglio e ci minaccia di guerra in due sensi: con il terrorismo e con l’indirizzare verso le nostre coste miriadi di profughi e migranti economici ad uso della nostra destabilizzazione economica, politica e sociale. Buon lavoro, Presidente Berlusconi. Questo fa uno statista, e invece Renzi che fa? A Roma si occupa di un problema abbastanza minore, cioè di se stesso. E’ in un mare di guai.
Altro che ‘sabotatori’ Una notizia: a Renzi gira malissimo. Ha deciso che l’articolo 2 della riforma del bicameralismo è la sua linea del Piave. Resiste lì. Ma se non accetta di trattare su questo, sta fresco, sarà appeso nella stanza dei salmoni affumicati. A Renzi, se ha a cuore questa nostra Italia, conviene cambiare e accettare le trasformazioni proposte da Forza Italia, o si troverà contro – salvo ignobili compravendite – la maggioranza assoluta dei senatori, 176 su 320. Un avvertimento: se il Pd crede di sistemare tutto con pateracchi in casa propria, gli faremo vedere i sorci verdi. Altro che “sabotatori” come ora dice di noi il buon Gotor.
Urge cambiamento rapido di governo… Renzi in Europa è inesistente, non si sta occupando dei nostri interessi nazionali in questo ambito, si è accoccolato ai piedi della Merkel, che fa i propri affari a discapito nostro. A Renzi questo sta bene, purché la Regina del IVIl Mattinale – 09/09/2015 4
Reich gli sganci il piatto di lenticchie di qualche decimale di flessibilità. Eppure questo voto di scambio con la Merkel oltre a danneggiare l’Italia non risolve le grane del Fiorentino. Infatti questo concentrarsi sulle proprie questioni di potere gli sta andando malissimo. Andasse male solo a lui e alla sua carriera, reggeremmo il colpo; il fatto è che sta portando alla malora la nostra democrazia. Urge un cambiamento rapido di governo.

sabato 28 marzo 2015

UOMO SOLO AL COMANDO

Al caos del mondo, oggi non solo insanguinato dalle guerre, ma ingarbugliato da alleanze contraddittorie, con l'unico dato certo dell'avanzata di un Islam totalitario nelle sue varie sigle e scimitarre, fa da riscontro la marcia apparentemente ormai sicura di un uomo solo al comando, il cui nome è noto. Cominciamo subito a dire che finché avremo fiato e un po’ di cervello, resisteremo e chiameremo senza preclusioni ad unirsi a noi chiunque non sia ancora incantato e rimbambito dal “cazzaro” (come lo chiama affettuosamente Giuliano Ferrara per offrirsi ad Aladino Renzi come suo genio).
Il blitz e la blindatura – Il mondo in fiamme, l'Isis galoppa e si prende Libia e Yemen. Renzi vorrebbe prendersi l'Italia con il blitz dell'Italicum 2.0. La deriva autoritaria è oggi riconosciuta da molti insospettabili. Ma la accolgono fatalisticamente. Eppure chi è troppo sicuro di sé, inciampa...
Certezze e scommesse – A Renzi manca una grande qualità per essere anche in senso machiavellico il Principe pigliatutto. Non ha il senso del fragile assetto del mondo, dell'impossibilità umana di controllare tutti i fattori. Il Duca Valentino inciampò in un disturbo intestinale, esistendo l'Imodium, oggi sono più probabili incidenti parlamentari. Esagerata confidenza nella cedevolezza di Alfano. Sottovalutazione della capacità federativa e di mobilitazione popolare di Silvio Berlusconi. Dunque. La certezza è che Renzi vuol prendersi tutto. La nostra scommessa è che non ce la farà.

mercoledì 3 settembre 2014

Berlusconi E se l'attendismo nei confronti di Renzi fosse ancora una volta la scelta lungimirante di un genio della politica? Scommettiamo? Di certo costringe Renzi a scoprire le carte e a sottoporre a vaglio spassionato l'azione di governo. Niente ideologia, pragmatismo. Niente guerra di parole contro parole, ma opposizione severa e serena sulle cose, senza demagogie e colpi di teatro. Il popolo vede e alla fine provvede...

Renzi – Fa una conferenza stampa su stesso, promettendo che non prometterà più, ma darà modo di verificare giorno per giorno quel che il governo propone e fa. Poi però sposta la data del giudizio mille giorni più in là. Noi siamo abituati a lavorare tutti i giorni. Monitoreremo il suo monitor.