sabato 30 novembre 2013

BAZZONI: BERLUSCONI, LA DECADENZA COME ULTIMO SFREGIO


Sulla decadenza di Silvio Berlusconi, votata ieri dal Senato della Repubblica, registriamo questa dichiarazione di Gianguido Bazzoni Presidente del Gruppo assembleare Forza Italia PDL in Regione Emilia-Romagna. "Berlusconi andava sfregiato era l'unica soluzione per dare in pasto il nemico a quel popolo che è stato alimentato di odio antiberlusconiano per ben vent'anni da parte della sinistra. Ho sentito un giornalista del Fatto Quotidiano che sosteneva che i manifestanti di Forza Italia erano delusi perché il loro leader non gli aveva dato il sangue dei traditori, chi aveva necessità di sangue è la sinistra e ne ha fatto abbondantemente sfoggio. Questa presunta vittoria alla sinistra si ritorcerà contro e finirà per rimpinguare l'elenco delle tante batoste che gli ha riservato il popolo italiano in questi vent'anni." "Dopo vent'anni di guerra di una Magistratura politicizzata la sinistra ha sacrificato sull'altare dell'ipocrisia la coscienza di un paese, lo stato di diritto, l'imparzialità del Presidente della Repubblica, la tripartizione dei poteri. L'antiberlusconismo per la sinistra è la continuazione dell'accanimento a non pacificare questo paese dal dopo guerra ad oggi. Tra qualche anno all'ANPI si affiancherà l'ANABI (Associazione nazionale antiberlusconiani combattenti) e l'astio di una parte di popolo che per meri fini di partigianeria continuerà ad essere soggiogato dagli idoli sinistri di turno. Ieri non hanno fatto decadere il Senatore Silvio Berlusconi hanno ucciso la politica tutta, incapaci di batterlo con i voti, con la via democratica. - conclude il Presidente del Gruppo assembleare Forza Italia PDL in Regione Emilia-Romagna Gianguido Bazzoni - Se fossi un onorevole Senatore del PD sarei preoccupato innanzitutto per la mia coscienza umana, politica e democratica e poi anche per i futuri esiti elettorali. Rispetto ai figli dell'odio a cinque stelle: che il diritto abbia pietà di loro"



SONDAGGI: “DOPO LA DECADENZA 600MILA VOTI IN PIU’”


Nell'immediato la decadenza fa bene a Silvio Berlusconi. Almeno in termini di voti. Da  un sondaggio realizzato per il sito "Affari Italiani" da Coesis Researche, che ha declinato la giornata della decadenza di Silvio in chiave elettorale, emerge chiarissimo questo dato. . "Nell'immediato penso che Forza Italia salirà di circa due punti percentuali, ovvero 600mila voti", spiega Alessandro Amadori, numero uno dell'Istututo. Un aumento di voti che Berlusconi dovrebbe "sfruttare" questo risultato nell'immediato perché sul lungo periodo invece "il dato è più incerto, può essere uno straordinario motivo di successo oppure una catastrofe. Se se la gioca bene Berlusconi può rinascere ed essere come Lazzaro o come l'Araba Fenice: il potenziale è notevole, se invece si mette in posizione depressiva è perduto. O riparte con una seconda giovinezza o è il declino definitivo", ha detto ad Affari Italiani Amadori.  Il discorso in piazza - Durante il suo intervento di ieri, d'altrone Silvio Berlusconi ha fatto un discorso chiarissimo. Ha detto sostanzialmente che non ha nessuna intenzione di mettersi da parte, e ha praticamente parlato come se già fosse in campagna elettorale. Ha in mente le elezioni europee della prossima settimana, prima di tutto. E poi un ritorno alle urne. Non potrà candidarsi direttamente, dopo la decadenza per sei anni non potrà più fare politica in Parlamento ma potrà farla come leader. Ha dato appuntamento ai suoi per il prossimo otto dficembre, per festeggiare la nascita dei primi mille club di Forza Italia e per assistere alla vittoria di Renzi. Berlusconi è convinto che sarà lui, il sindaco di Firenze, a staccare la spina infatti ha detto ai suoi: "Tenetevi pronti a una nuova campagna elettorale in primavera". Sul palco ha già anticipato quelli che saranno i temi del suo programma: i temi economici, l'elezione diretta del capo dello Stato.


giovedì 28 novembre 2013

Al diavolo la decadenza BERLUSCONI: “Riconquistiamo l’Italia!”


Mentre il Senato decreta la sottomissione della volontà popolare alla magistratura politicizzata, il Presidente, dinanzi a migliaia di “soldati della democrazia”, rilancia la battaglia per la libertà e la prosperità del nostro Paese.
Comincia oggi la nostra campagna elettorale per restituire la sovranità al popolo.
 CENTRODESTRA IN VANTAGGIO SU TUTTI I SONDAGGI SUL CENTROSINISTRA. ECCO LA RISPOSTA DEGLI ITALIANI ALLA DECADENZA.




mercoledì 27 novembre 2013

FORZA ITALIA DI RAVENNA, A ROMA PER BERLUSCONI


Mentre il senato voterà  dalle 19, gli azzurri manifesteranno sottto casa dell’ex premier, Che attenderà il verdetto a Porta a porta. Forza Berlusconi siamo tutti con te.



martedì 26 novembre 2013

LA BOTTEGA OSCURA DEL QUIRINALE. PERCHE’ NON SI PUO’ ACCETTARE LA PERSECUZIONE DI UN LEADER INNOCENTE


Mercoledì. Lo sappiamo bene. È una data che abbiamo stampata nella mente. Momento di suprema ingiustizia ma anche di sdegno e di affetto, di protesta e di riscossa. Ma prima di mercoledì c’è stata la domenica.È stata la domenica del nostro sconcerto ma anche della chiarezza. Si è alzato il velo sulle menzogne che sono state la trama opaca del gioco politico di questi anni. Una trama, da ieri è evidente, che ha avuto un protagonista verso cui abbiamo sempre portato rispetto, ed in cambio ha risposto negando il ruolo di alta figura super-partes. Abbiamo usato la parola “trama”. In senso neutro, come si dice di un tessuto. La sequenza di date del “grande imbroglio” parla da sé. È una storia che abbiamo già raccontata. Ora siamo in grado di dire che è stata una trama nel senso negativo: ieri si è reso palese il regista del film. Il presidente Napolitano ha dimostrato ieri di essere un uomo di parte. E non semplicemente di una parte ideologica, come indicava peraltro la sua storia indimenticabile (dal sostegno ai carri armati ungheresi nel 1956 al tardivo ripensamento senza sanzione ma anzi con promozione, fino ai vertici dello Stato); non di una parte ideologica, dicevamo, bensì di una fazione di potere politicamente e giudiziariamente attiva, con un disegno sul Paese, che era ed è quello di tenere lontano dalle leve di governo qualunque cosa odorasse di alternativa autentica alla sinistra e al dominio tedesco dell’Europa. Cioè Berlusconi e i suoi. Non ci stupisce la vocazione di Giorgio Napolitano. Il comunismo italiano ha sempre avuto la sua capitale nella “Terza Roma”, come gli ortodossi chiamano Mosca. Ora non è più l’Urss, ma un sistema di poteri forti che passano da Bruxelles a Berlino fino a certi snodi del potere italiano con Banca d’Italia e grandi banche insieme al loro quotidiano di riferimento, che sappiamo tutti qual è.

sabato 23 novembre 2013

BAZZONI (FORZA ITALIA): “ABOLIRE IMU TERRENI E FABBRICATI AGRICOLI”


Il Presidente del Gruppo Forza Italia – PDL in Regione Emilia-Romagna, Gianguido Bazzoni, ha sottoscritto, insieme a tutti membri del Gruppo, una risoluzione (primo firmatario Andrea Leoni), per chiedere alla Giunta di assumere urgenti iniziative per sensibilizzare e sollecitare il Governo nazionale in sede di Conferenza Stato-Regioni e il Parlamento, affinché sia mantenuto l’impegno di abolire definitivamente l’Imu sui terreni e i fabbricati strumentali all’attività agricola. Tale tassazione, si rileva nel documento, si andrebbe ad aggiungere al grande peso della burocrazia sulle attività agricole che un recente studio ha fatto emergere come siano ben due i giorni alla settimana (per un totale di 100 giorni all’anno) che gli imprenditori del settore agricolo devono dedicare agli adempimenti burocratici. Per i consiglieri Berlusconiani l’ipotesi in discussione di reintroduzione dell’IMU sui terreni e i fabbricati strumentali all’attività agricola avrebbe effetti pratici rovinosi sull’intero comparto agricolo nazionale, ma particolarmente disastrosi in Emilia Romagna in virtù del fatto che il settore agricolo è portatore di grandi eccellenze (dati record di 38 DOP e 24 IGT in questa regione). Inoltre, va considerato che le imprese agricole sono costrette ad affrontare un difficile momento di crisi, aggravato, in alcune parti del territorio regionale, dalle conseguenze pesanti del terremoto e degli avversi eventi meteorologici di quest’anno. Per questi motivi sarebbe ingiusto imporre loro una tassa che colpisce direttamente i fattori di produzione.



venerdì 22 novembre 2013