Vediamo le dichiarazioni di Napolitano.
Intervistato dal quotidiano ‘Il Manifesto’ per chiedere spiegazioni su
quanto ciò fosse compatibile con l’articolo 11 della costituzione italiana, che
vieta la guerra contro altri popoli, Napolitano ha detto che “l’articolo 11
della Costituzione deve essere letto e correttamente interpretato nel suo
insieme. Partecipando alle operazioni contro la Libia sulla base della
risoluzione 1973 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite, l’Italia non
conduce una guerra, né per offendere la dignità di altri popoli, né per
risolvere controversie internazionali”. In un’intervista rilasciata a ‘La
Stampa’ lo scorso 12 luglio il Presidente Napolitano interrogato sulla
crisi libica ha dichiarato: “La verità è che la comunità internazionale, dal
dopo 11 settembre 2001, non è riuscita ad affrontare e ad avviare a soluzione
con mezzi politico-diplomatici nessuna crisi”. Infatti. Si optò per una
risoluzione armata del focolaio libico invece che puntare su “mezzi
politico-diplomatici”, ostacolando l’allora Presidente Berlusconi e sostenendo
il Presidente francese Sarkozy con queste parole: “Tutti siamo preoccupati
per quello che succede in Libia dove ci sono repressioni forsennate e violente
rivolte contro la stessa popolazione libica da parte del governo e del suo
leader Gheddafi”. A suo dire l’ulteriore impegno nella regione costituiva
il “naturale sviluppo della scelta dell’Italia compiuta a marzo”.
Non solo. Il più forte sostegno alla
guerra in Libia venne dall’allora opposizione di centro-sinistra. Il Pd
sostenne con entusiasmo la guerra della Nato contro la Libia. Il 23 marzo e il
4 maggio il Pd si è pronunciato molto favorevolmente in Parlamento agli
attacchi della NATO. Durante la seduta del 4 maggio, il leader del Pd Pier
Luigi Bersani propose una mozione che obbligava il governo a “continuare
nell’adottare ogni iniziativa necessaria ad assicurare una concreta protezione
dei civili”, a seguito al testo della risoluzione Onu che diede il via
libera alla guerra. Bersani affermò: “vogliamo capire anche se la
maggioranza è in grado di garantire gli impegni presi”. La sua mozione fu
portata a termine con una larga maggioranza, con l’astensione della coalizione
di governo. Non solo. La migliore resta questa dichiarazione: “Berlusconi ha
ripetuto per anni: ‘amico Putin, amico Gheddafi’, ma a cosa ci hanno portato le
sue relazioni speciali? Ad essere il tappetino delle autocrazie, se non vere e
proprie dittature”. Parole che si commentano da sole.







